Il caicco blu



Programmi culturali

Il Romanico-Gotico in Sardegna tra Alghero e Sassari, 30 aprile-4 maggio 2009

Sant’Antioco di Bisarcio ad Ozieri
In una zona campestre del territorio di Ozieri si erge la maestosa Sant'Antioco di Bisarcio, costruita in pietra vulcanica prima del 1090. L'originaria costruzione andò distrutta in un incendio verso la fine dell'XI secolo e riedificata dalla prima metà del XII. All'esterno, suggestiva è la decorazione scultorea delle arcate al pianterreno del portico, coperto da volte a crociera; la parte superiore, che subì un crollo, è frutto di una ricostruzione; l'abside presenta degli ornati a losanghe.

Nostra Signora del Regno ad Ardara
La chiesa palatina di Santa Maria del Regno spicca con la sua eleganza, data anche dal nero basalto con cui è costruita, su una scenografica vallata alle pendici orientali del Montesanto. In epoca giudicale vi prestavano giuramento i sovrani di Torres. La consacrazione dell'altare risale al 1107, come si evince dall' iscrizione su pietra del XIII secolo.
La struttura dell'impianto è tipicamente romanica in tutti suoi dettagli; all'interno va segnalato il celebre e grandioso Retablo Maggiore di Ardara, di dodici metri, il più grande polittico del XVI secolo in Sardegna, una vera e propria esplosione di colori che stempera l'oscurità dell'edificio. Da ammirare, inoltre, i pilastri cilindrici decorati con figure di apostoli e santi degli inizi del XVII secolo.

La Santissima Trinità di Saccargia
La bellezza della chiesa della Santissima Trinità di Saccargia si manifesta con la spettacolare bicromia del paramento esterno, data dall'alternarsi di blocchi calcarei chiari e vulcanici scuri. La chiesa, forse la più famosa architettura romanica in Sardegna, risulta tra i possessi dei monaci di Camaldoli fin dal 1112, di cui rimangono resti archeologici di un chiostro. All'interno un pregevole e suggestivo affresco decora l'abside centrale.

San Pietro di Sorres a Borutta
Assieme alla Santissima Trinità di Saccargia, la chiesa di San Pietro di Sorres è fra le più conosciute in Sardegna, specie per via della facile attrazione esercitata dalla gradevolezza e dalla varietà dei motivi ornamentali.
Mancano attestazioni documentarie, ma sulla base dell'analisi formale si possono stabilire due fasi costruttive, una della seconda metà dell'XI secolo, l'altra della seconda metà del XII. Le strutture di ricostruzione sono in opera bicroma, caratterizzate da lesene e archetti, che in facciata definiscono finte logge, e da un'esuberante decorazione.
Le grandi dimensioni della chiesa sono motivate dalla funzione di cattedrale della diocesi di Sorres, documentata dal 1112 al 1503, quando venne incorporata nell'arcivescovado turritano. Nel 1953-54, con l'insediamento di un cenobio monastico benedettino, si aggiunsero i fabbricati in stile neoromanico.
L'edificio medievale è in conci di calcare e pietra vulcanica delle vicine cave di Torralba. L'aula ha pianta a tre navate, tutte voltate a crociera; all'interno gli elementi portanti sono in opera bicroma (calcare e pietra vulcanica), mentre le volte a crociera sono in pietra vulcanica: vi si conserva un pluteo a ruote intarsiate della fine del XII secolo.

San Pietro Extra Muros a Bosa
L'iscrizione di Costantino de Castra, custodita all'interno della chiesa, ricorda l’inizio dei lavori di costruzione della chiesa nella seconda metà dell'XI secolo, ma della parte più antica resta però solo la parte mediana dell'aula. La successiva fase edilizia comportò la ricostruzione dell'abside nel XII secolo, mentre la facciata, realizzata agli inizi del XIII secolo, è caratterizzata da tre grandi arcate a sesto acuto; quella centrale contiene il portale, con l’architrave delimitato in alto da un torciglione e scolpito a finta loggia, le cui arcatelle ospitano alberi e i Santi Pietro e Paolo ai lati della Vergine col Bambino.
Lungo gli spioventi si susseguono archetti intrecciati.

San Gavino a Porto Torres
La basilica romanica di San Gavino di Porto Torres è uno dei monumenti più significativi dell'intero patrimonio artistico sardo ed è anche un'importante meta devozionale, per via del culto millenario tributato ai martiri locali Gavino, Proto e Gianuario. Agli inizi del XVII secolo vi furono ricercate e scoperte le reliquie dei tre santi, collocate poi nella cripta appositamente scavata per accoglierle. Porto Torres fu sede episcopale dal 484 fino al 1441, anno in cui il vescovo turritano si trasferì a Sassari. La prima attestazione della chiesa di San Gavino è nel "Condaghe di San Pietro di Silki" e risale al 1082 circa. Notizie sulla basilica romanica si ricavano dal "Condaghe di San Gavino", leggenda di fondazione redatta nel XIII secolo, nella quale si riferisce dell'impianto votivo a opera di Gonnario-Comita, sovrano di Torres, e dell'ultimazione a opera dal figlio, Torchitorio-Barisone I de Lacon-Gunale, giudice di Torres nel 1065. Non è facile però determinare la cronologia esatta dell'edificio, così come desta numerosi interrogativi la principale particolarità della chiesa, terminante con due absidi contrapposte, una per ogni lato breve, cosicché manca la facciata e gli ingressi si aprono lungo i lati lunghi.
L'edificio fu realizzato in calcare della Nurra, eccettuati i capitelli su cui impostano le arcate, tutti marmorei e di reimpiego, di epoca romana imperiale tranne tre bizantini e uno dell'VIII secolo. La navata centrale ha copertura lignea, mentre le navate laterali sono voltate a crociera.

San Francesco ad Alghero
La parte più antica della chiesa è il chiostro, della fine del XV secolo, a pianta rettangolare con archi a tutto sesto su pilastri cilindrici e ottagonali sormontati da capitelli leggermente decorati. Allo stesso periodo risale il campanile, che parte da una base quadrata per proseguire con sezione ottagonale nei piani alti, terminanti con una guglia. La chiesa è a tre navate, scandita da archi a tutto sesto su pilastri, con cappelle laterali e abside poligonale. La navata centrale è voltata a botte, mentre le navatelle hanno volte a crociera. Sono da notare alcuni dei capitelli negli archi di ingresso delle cappelle stesse, con elaborate raffigurazioni antropomorfe e fitomorfe tipiche dei motivi decorativi di marca gotico-catalana.
Tutta la parte centrale della chiesa è stata ricostruita nel XVI secolo, quando si aggiunsero le navate laterali e si adeguarono le arcate all'ampiezza delle cappelle precedenti. La facciata, non perpendicolare all'aula, presenta un portale cinquecentesco architravato, decorato con lo stemma francescano contornato da una serie di motivi ornamentali, al di sopra del quale si apre un rosone a dodici raggi raccordati da archetti a sesto acuto.

PROGRAMMA
Giovedì 30 aprile
Ore 16: ritrovo dei partecipanti e partenza per il porto di Genova. Procedure d’imbarco per il traghetto della Grandi Navi Veloci: assegnazione delle cabine riservate.
Ore 20,30: partenza per Porto Torres. Cena libera a bordo.
Venerdì 1° maggio
Ore 7: arrivo a Porto Torres. Dopo lo sbarco trasferimento ad Ardara per la visita della chiesa di Nostra Signora del Regno. Al termine proseguimento del viaggio per Ozieri con visita alla chiesa di Sant’Antioco di Bisarcio.
Ore14: pranzo in ristorante.
Ore 16: visita della Santissima Trinità di Saccargia.
Ore 18: trasferimento ad Alghero e sistemazione presso l’hotel Catalunya. Cena al ristorante dell’hotel.
Sabato 2 maggio
Ore 9: dopo la prima colazione in hotel partenza per Borutta per la visita della chiesa di S. Pietro di Sorres.
Al termine proseguimento per Bosa.
Ore 13,30: pranzo in ristorante.
Ore 16: visita guidata della chiesa di San Pietro Extra Muros.
Ore 18: partenza per il rientro ad Alghero. Cena libera.
Domenica 3 maggio
Ore 9: dopo la prima colazione in hotel breve visita del centro storico di Alghero e della chiesa di S. Francesco.
Pranzo libero
Ore 15: partenza per Porto Torres per la visita guidata della chiesa di S. Gavino.
Ore 19: trasferimento al porto per l’imbarco sul traghetto della Grandi Navi Veloci. Assegnazione delle cabine riservate.
Ore 20,30: partenza per Genova. Cena libera a bordo.
Lunedì 4 maggio
Ore 7: arrivo a Genova. Dopo lo sbarco trasferimento in pullman granturismo a Torino con arrivo previsto per le 11.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Base 20 paganti: 700,00 € a persona
Base 25 paganti: 640,00 € a persona
Base 30 paganti: 600,00 € a persona
Supplemento singola: 150 €
Le iscrizioni si chiudono il 16 febbraio.



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aperto il sabato mattina
E-mail: info@ilcaiccoblu.it