Giorgione (Museo Casa Giorgione)
I 500 anni dalla morte di Zorzi da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto 1477/78 – Venezia 1510), secondo le ricostruzioni più accreditate, ricorrono nel 2010 e Castelfranco Veneto, città che oltre ad aver dato i natali al grande artista conserva uno dei suoi più importanti capolavori (la famosa Pala di Castelfranco) e uno dei pochissimi affreschi attribuiti al maestro (Il Fregio delle Arti Liberali e Meccaniche), promuove un’esposizione di alto respiro.
Le celebrazioni hanno preso il via con l’inaugurazione nel 2009 del Museo Casa Giorgione, dove la figura enigmatica dell’artista e il suo contesto culturale sono stati sapientemente materializzati attraverso opere, ambienti e ricostruzioni architettoniche: la Pala del Duomo e il Fregio delle arti liberali e meccaniche sono il più grande patrimonio cittadino, protagonisti dell’allestimento museale assieme alla Casa del ‘400, sede della collezione, che ha ospitato il Maestro al lavoro.
Giorgione, cui vengono attribuiti alcuni dei più noti capolavori del Rinascimento italiano, sfugge ad ogni tentativo di delineare una biografia certa, un catalogo delle opere definito, un’interpretazione unanime del significato di talune sue realizzazioni. Tanto la sua vita e la sua presenza risultano tuttavia fugaci – muore a poco più di trent’anni e la sua produzione viene circoscritta al massimo a tre soli lustri – altrettanto pregnante e rivoluzionaria appare la sua opera, capace di influenzare, con la potenza lirica della sua arte, l’uso del colore, e quel nuovo equilibrio tra uomo e natura, stuoli di artisti di diverse generazioni, lasciando un segno indelebile e imprescindibile per gli sviluppi della storia artistica seguente. Oltre ai capolavori giovanili del primo Giorgione viene esposta una selezione di opere dei grandi artisti con cui si rapportò durante la sua breve esistenza: da Giovanni Bellini a Lorenzo Costa, da Carpaccio a Perugino, da Sebastiano del Piombo a Palma il Vecchio, fino a Leonardo, Raffaello e Tiziano.
Castelfranco Veneto deve il proprio nome al castello ‘franco' (esente) da imposte per i suoi primi abitanti-difensori. Il possente quadrato di rossi mattoni fu eretto sopra un preesistente terrapieno alla fine del secolo XII dal Comune medievale di Treviso, poco a nord del villaggio della Pieve Nova , sulla sponda orientale del torrente Muson, a presidio del turbolento confine verso le terre padovane e vicentine.
Già nei primi decenni del Trecento, sul lato orientale, si sviluppa il primo nucleo dell'abitato ( Bastia Vecchia ), strumento anch'esso di difesa, dotato di un ospizio per poveri e viandanti. Città murata per sua stessa definizione, conserva quasi integralmente la cinta muraria e le sei torri che si innalzano ai quattro angoli e nei punti mediani di oriente e meridione.
Villa Corner della Regina
Verso la fine del Quattrocento, Caterina Cornaro, regina di Cipro, fu costretta a cedere il suo regno alla Repubblica Veneta, ottenendo in cambio i feudi di Asolo e Castelfranco. La Villa Corner, iniziata nel 1500 sotto la probabile direzione di Vincenzo Scamozzi, fu modificata nel 1700 da Giovanni Corner, Vescovo di Castelfranco, che affidò agli architetti Miazzi, Muttoni e Preti l’incarico di adeguarla alle nuove esigenze con l'aggiunta del pronao di stile palladiano e delle “barchesse”. Nel 1968 Sir Stafford Sands acquistò la residenza dalla famiglia Oreffici e nel 1980 un'importante famiglia veneziana restaurò le Barchesse, lo stupendo parco con 32 statue e gli 11 ettari di vigneto, curando l'arredamento degli eleganti saloni, suites e camere, con mobili d'epoca, dando così alla Villa lo splendore e l'atmosfera dei tempi gloriosi della Repubblica Veneta.
Villa Emo
Commissionata al Palladio da Leonardo Emo, rappresentante di una nobile famiglia veneziana, la villa si trova nella campagna di Castelfranco. Non è la prima volta che il Palladio viene contattato da facoltosi proprietari terrieri, che sanno di trovare il lui un architetto capace di coniugare finalità pratiche e celebrative. La circostanza è particolarmente favorevole perché la grande tenuta agricola di Fanzolo si trova in una zona rurale di centuriazione romana, regolata da tracciamenti ortogonali che si rivelano uno sfondo ideale per le ampie prospettive palladiane, sottolineate da filari di pioppi e dal disegno di viali e strade. Villa Emo rappresenta un punto d'arrivo nella definizione dello schema architettonico della villa, dopo le significative esperienze di villa Badoer a Fratta Polesine e villa Barbaro a Maser. La dimora padronale risalta su un alto basamento e ad essa si allineano due lunghe barchesse porticate che trovano conclusione in torri colombaie. La facciata della villa è di maestosa semplicità, con una loggia tetrastila d'ordine dorico sovrastata da un timpano triangolare con lo stemma familiare retto da angeli. Il rapporto tra architettura e ambiente è gestito dall'architetto con eccezionale maestria: l'armonia d'insieme risalta sia nell'avvicinarsi alla villa, sia nel volgere lo sguardo tutt'intorno dalla sua loggia. La linearità dell'architettura trova contrappasso all'interno grazie alla decorazione pittorica di Giovanni Battista Zelotti che anima gli ambienti con uno straordinario mondo di personaggi e scorci. Nel 1565 la villa in tutto il suo splendore fu scenario del matrimonio di Leonardo Emo e Cornelia Grimani.
PROGRAMMA
Sabato 13 marzo
Ore 9,30: ritrovo dei partecipanti e partenza per Castelfranco Veneto. Pranzo libero nel corso del viaggio.
Ore 15,30: ingresso alla visita guidata di Villa Corner della Regina. Al termine trasferimento in hotel.
Ore 20,30: cena al ristorante dell’hotel
Domenica 14 marzo
Ore 9: ingresso alla visita guidata della mostra
Pranzo libero
Ore 15: ingresso alla visita guidata di Villa Emo
Ore 17: partenza per Torino con arrivo previsto
per le ore 22,30
QUOTA DI PARTECIPAZIONE
Base 20 paganti: 280,00 € a persona
Base 25 paganti: 260,00 € a persona
Base 30 paganti: 240,00 € a persona
Supplemento singola: 30 € a persona
Le iscrizioni si chiudono il 1° febbraio.
© Il caicco blu - via Pigafetta 24/e - 10129 Torino
Tel. 011/5805177 Fax: 011/5804824 P.I. 01258980059
aperto il sabato mattina
E-mail: info@ilcaiccoblu.it